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Lunedì, 13 Giugno 2016 11:40

Bionda, rossa o scura? L’importante è che sia ghiacciata!

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Gli uomini preferiscono le bionde, ma non sempre, sia che si parli di donne sia che si parli di birre.

 

Quando l’estate si avvicina e con essa il caldo: cosa c’è di meglio di una granita o di una birra ghiacciata per rinfrescarsi? Nel dubbio amletico della scelta qualcuno opta per la birra con aggiunta di granita al limone.

Che sia bionda, scura o rossa, la birra è sicuramente un “must” annuale, ma è tra è tra il periodo estivo e quello autunnale che diventa regina. Molte sono le manifestazioni ad essa dedicate: la più famosa è sicuramente l’Ocktoberfest che si tiene in Germania, ma anche a Catania non ci facciamo mancare le nostre “Festa della Birra” ormai presenti attorno al mese di settembre nei vari comuni della provincia, come ad esempio quello di Gravina di Catania.

Oltre alle manifestazioni più classiche, esistono feste religiose nazionali che mischiano il sacro e il profano con litri e litri di birra: prima fra tutte la “Festa di San Patrizio” (“St. Patrick’s Day”) patrono d’Irlanda, patria della birra scura. 
Durante i giorni di festa, che inglobano il 17 marzo come data ufficiale, le città si riempiono di folletti verdi, musicisti, giocolieri, sfilate e trifogli. Uno spettacolo imperdibile! Tuttavia per chi non ha la possibilità di andare in Irlanda, è possibile saggiarne un pezzetto proprio qui a Catania presso il James Joyce’s Pub: il primo locale ad aver portato qui da noi la festa.
Quest’anno ho avuto l’occasione di parteciparvi da dietro il bancone del bar. Non vi dico quante birre ho potuto spillare, anche perché la gente era veramente tanta da far perdere anche la cognizione del tempo. Fortuna che al mio fianco c’era Giovanni Cucchiara: barman, esperto di birre e ambasciatore della cultura birraia di Heineken Italia. 

 

E’ a lui che ho deciso di dedicare uno spazio in questo articolo, intervistandolo per voi e per aprirvi la porta di un settore che non è fatto di sola “sete”.

 


1 - Giovanni, tu sei un esperto di birre, come si diventa tali? Esistono degli studi particolari?

Ciao Laura, occorre principalmente la passione per questa bevanda fermentata dalle origini un po’ bizzarre, tanto studio e soprattutto tante degustazioni. Io ho iniziato nel 2003 quando ho deciso di aprire una birreria e di scegliere come partner di lavoro Heineken, che mi ha dato la possibilità di frequentare L’Università Della Birra e di crescere professionalmente fino a diventare Ambasciatore della Cultura Birraria della medesima azienda. Sul territorio, esistono dei corsi di formazione tenuti dal CERB (Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra), presso L’Università di Perugia che privilegia e finalizza la ricerca lo sviluppo e la certificazione qualitativa della Birra.

2 – Tutti sappiamo che la birra nasce, solitamente, dalla fermentazione del malto d’orzo, ma qual è il procedimento completo?

Il procedimento è articolato in 6 fasi:

Fase 1, Miscela malto e acqua che avviene nel tino di miscela dove si prepara il mosto portandolo a temperature fino a 75 °C.
Fase 2, Mosto caldaia piena, dopo aver filtrato la miscela, si porta il mosto nella caldaia di ebollizione.
Fase 3, Fermentazione, terminata la cottura, il mosto viene separato dalle sostanze insolubili nel Whirlpool, raffreddato e portato nei tini di fermentazione dove viene aggiunto il Lievito.
Fase 4, Maturazione, dopo la prima fermentazione (4/6 gg) la birra viene trasferita nei tini di maturazione dove rimane 3/4 settimane.
Fase 5, Birra, la Birra è pronta per essere filtrata dai lieviti, quindi confezionata.
Fase 6, Salute! La birra è pronta per essere bevuta.

3 – Chi fu o chi furono i suoi creatori originali?

Non è chiaro dove sia nata la birra, ma pare verosimile che popolazioni anche lontanissime tra loro conoscessero il processo di fermentazione dei cereali; lo testimoniano alcuni documenti risalenti al 4000 a.C. e attribuiti ai Sumeri, popolazione mesopotamica situata tra il Tigri e L’Eufrate (l’attuale Iraq).

4 – Cosa pensi delle birre artigianali che stanno tornando in auge, se non di moda in questi anni?

Il mio modesto parere sulla “Birra Artigianale” è che non esiste la birra artigianale, ma esistono tanti Microbirrifici che producono Birra con caratteristiche diverse.

5 – Quante qualità di birra esistono e quali caratteristiche hanno?

I criteri di classificazione delle birre sono essenzialmente tre:

  • Fermentazione
  • Legale
  • Colore

Ovviamente produrre birra è come fare “la ciambella con il buco”, il risultato finale, sono delle birre con ricette diverse e con caratteristiche diverse.

6 – Durante una degustazione, come si distingue oggettivamente una birra buona da una “meno buona”?

La Birra è una bevanda che possiede le sensazioni gustative fondamentali: acido, dolce, amaro, salato. Può essere analizzata secondo i quattro sensi principali: vista, olfatto, tatto e gusto. Secondo me non esiste una Birra buona e una meno buona, ma esiste un buon senso degustativo, soggettivo, che associato ai nostri quattro sensi principali e ad una scheda di valutazione, ci permette di esprimere delle valutazioni che sono più o meno uguali a quelle di altre persone.

7 – Il tuo lavoro ti porta spesso in giro, fino ad ora dove hai bevuto la birra più buona?

Indubbiamente in birrificio! Anche perché, le possibilità di deterioramento della birra sono più alte nei punti vendita, soprattutto per la cattiva gestione del prodotto Birra dovuta alla poca cultura sull’argomento.

Realmente, da nord a sud, esistono delle eccellenze. Pizzerie, pub, bar, ecc. ecc. dove la Birra la fa da “padrone”, dove la Birra è “coccolata”, l’impianto di erogazione è efficiente e chi spina ha le giuste competenze per poterlo fare.

8 – Molti bevono la birra per accompagnare diversi cibi, ma con cosa andrebbe realmente abbinata?

Se in un piatto c’è un gusto prevalente, a seconda del gusto, si abbina per analogia o per contrasto.

9 – Infine, c’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Cito una frase scritta su di una lavagna all’interno di un pub: “Bere per bere, non ha senso.”

Saper scegliere o farsi consigliare, unito alla moderazione, sicuramente regalerà delle emozioni.

 

Grazie Giovanni per la tua disponibilità e per aver condiviso con noi il tuo sapere e la tua passione, ti devo una birra!

In conclusione mi auguro che questo articolo sia stato di vostro gradimento, che vi abbia stuzzicato l’idea di “assaporare” la vostra prossima birra e non solo ingerirla. Buona Birra a tutti!

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